FINIREMO DI SOFFRIRE

il giorno o nel momento in cui riusciremo a sopportare senza sforzo e senza fatica il nostro dolore. Al male od al dolore non ci si abitua, è vero; ed eliminare le cause tecniche e meccaniche che lo provocano è nell'immediato la prima azione intelligente da compiere.
Se nel piantare un chiodo ci martelliamo un dito, ci sono tre regole, situazioni o procedure da seguire e da subire:

  1. SUBIRE passivamente il dolore gridando, bestemmiando ed imprecando il più possibile, sin che il dolore scema.

  2. METTERE il dito sotto il rubinetto dell'acqua fredda.
  3. MASSAGGIARE il dito con l'altra mano accentuando il dolore; questa operazione è la più dolorosa , ma è anche la più efficace ai fini dell'annientamento rapido del dolore e della guarigione del trauma.

ELIMINATA O CESSATA LA CAUSA del dolore, BISOGNA soffrire attivamente dunque per smettere di soffrire! - Soffrire scientemente con intelligenza, coraggio, grinta difensiva, volontà e volitività di fronte a tutti i risvolti, gli aspetti e le manifestazioni dolorose del nostro inconscio ANNIENTA E DISSOLVE il nostro dolore.
CHI FUGGE dal dolore, chi lo vuole ignorare, inibire o scacciare dalla sua sensibilità ed inconscio, anzichè consciamente, coraggiosamente ed onorevolmente affrontarlo e sopportarlo ha già potenziato ed ingigantito dentro di sè le cause che tale dolore hanno provocato oltre che la sua futura intensità e rimanifestazione.
RISPETTARE il dolore anzichè aborrirlo e disprezzarlo, temerlo ragionevolmente ed umilmente è una cultura, una etica ed una morale che ciascuno deve darsi in ogni momento della sua vita proprio per essere sempre pronto a sostenerlo e ad affrontarlo dignitosamente allorchè il destino ci vorrà con esso colpire.

IL DOLORE E LA SOFFERENZA non si evadono, chi scappa dai propri malesseri li ingigantisce; chi fuma, beve o si droga od assume farmaci per non soffrire e per non pensare ai propri mali, si frega da se stesso e si avvia velocemente nella tomba aggravando la propria situazione senza soffrire!

- CHI HA PAURA di soffrire ha paura di vivere.

- SE VUOI VINCERE IL MALE, non ignorarlo ma affrontalo. - (Apollodoro)

- OGNI MALE guarisce da sè allorchè vengono meno le cause che lo provocano. - (S. Freud)

IL DOLORE E' L'EFFETTO DEL MALE, il male è martellare il dito piuttosto che il chiodo, il dolore è l'effetto di quello sbaglio tecnico e meccanico. Il dolore allo stomaco è la denuncia che in un tale stomaco c'è un fatto tecnico e meccanico che provoca quel dolore e che eliminare quel fatto tecnico e meccanico elimina il dolore stesso. Se alle lastre appare una ulcerazione nel duodeno è facile sentenziare che tale ulcerazione è la causa di quel dolore allo stomaco. Il difficile diventa capire perchè si è formata quella ulcerazione che è la causa del dolore suddetto.

I FINI DI QUESTO ISTITUTO

sono di ricercare e capire tutte le cause che si accavallano, sovrappongono e concatenano nel loro palinsesto cronologico e che formano il male, l'alterazione, la patologia e di seguito il dolore.

LA RICERCA GIUSTA, RAZIONALE ED ONESTA di quelle cause è la premessa indispensabile per eliminare ed annientare il male ed il dolore delle quali ne sono effetto.

LA MEDICINA UFFICIALE non segue questo principio che è scientifico in assoluto, ma subdolamente e disonestamente cerca scorciatorie farmacologiche o chirurgiche con le quali camuffare ed evadere il rispetto di quel principio. Scopo di questo atteggiamento perverso e malefico è il solito lucro e denaro che altrimenti sarebbe impossibile creare, trovare ed insomma guadagnare.
La non salute ed il malessere insomma nella medicina ufficiale devono in assoluto essere sempre strumento e mezzo di guadagno per coloro che ne gestiscono la "scientificità" e la "razionalità" dei sistemi, delle tecniche e delle procedure con cui tali malesseri devono essere affrontati e combattuti.

DIFFIDIAMO ALLORA

del medico ufficiale ed ancor meglio diffidiamo di tutti e mettiamoci in testa che l'unico "medico" di cui dobbiamo fidarci siamo noi stessi. Questo istituto ha tracciato delle vie, delle strade e dei principi nel più assoluto rispetto delle leggi della natura e della naturalità.

IL NOSTRO SCOPO SOCIALE pertanto è propugnare una cultura e dei sistemi finalizzati in prima istanza a non divenire mai vittime del male ed in seguito a guarire da noi stessi i nostri mali allorchè ce li saremo cagionati o ci saranno stati causati da altri.

NOI

pur non avendo mezzi e necessitandone grandemente non possiamo vendere il nostro "prodotto"; per andare avanti nell'interesse di tutti bisogna che tutti ci sostengano materialmente ed umanamente. La nostra dignità non ci consente nemmeno di chiedere, bisogna che gli altri capiscano e che ci diano quanto ci serve nel loro interesse più che nel nostro, altrimenti la nostra funzione si blocca.

VILE ED IGNOBILE è infine colui che pur capendo perfettamente la nostra situazione di pionierismo ed inferiorità rispetto al mondo intero fugge meschinamente preferendo il grigiore di una vita quotidiana, certa e sicura ma stupida, al rischio di una grossa e benefica innovazione ma che è ancora tutta da dimostrare.

DIMOSTREREMO scientificamente et sperimentalmente la fondatezza ed il valore delle nostre dottrine, se per intanto avremo anche la tua collaborazione, la tua volontà ed il tuo impegno.

NON E' L'IMMORALITA'

la causa di ogni male, come apparentemente sembrerebbe, ma l'immoralità stessa è effetto della non intelligenza e della non volontà le quali sono il principio e la causa di ogni male.

CHI INVOCA, persegue e pretende moralità perchè crede in tal modo di ottenere civiltà pecca di stupidità e di presunzione.

NELLA GERARCHIA dei valori, civiltà e moralità devono essere sempre ombra ed effetto della intelligenza, della scienza e della ragione. In seguito moralità e civiltà devono esserne supporto, sostegno, protezione e difesa.

QUANDO MORALITA' E CIVILTA' vogliono fare da sole e vogliono dominare come tali la faccia e la coscienza del mondo e dell'universo, allora si autodistruggono generando religioni, miseria, odio, malessere ed imbecillità.

IL RUOLO FISIOLOGICO della moralità e della civiltà, in assoluto è, ripeto, e deve essere in subordine, secondario, difensivo, fertilizzante, nutritivo, nobilitatore e protettore dell'intelletto, mai superiore o dominatore di questo stesso. D'altra parte non è vero intelletto, non è vera ragione, non è vera scienza se il loro rapporto con la morale e con la civiltà non è assolutamente armonioso e vigoroso.

INFINE BENESSERE psicofisico, equilibrio ed armonia in fisiologia devono essere sempre i fini e gli scopi di ogni essere umano; e l'intelletto, la scienza e la ragione devono essere sempre mezzo e strumento per quei fini, mai essi stessi un fine, pena la loro distruzione e degenerazione, con conseguente malessere per il soggetto.

MORALITA' o morale non significa moralismo o peggio religione. In assoluto non è nelle religioni in cui si può trovare la vera moralità, ma nella scienza, nella fisiologia ed insomma nella natura e nelle sue leggi.

DOBBIAMO INFORMARE

ed evidenziare che la nostra scuola non ha elementi di affinità, di analogia o gradi di parentela con altre scuole, filosofie, correnti, sistemi o dottrine che non siano il PANTEISMO Bruniano o la pura e semplice razionalità Galileiana e Copernicana.

La scuola degli "Hubbard" o degli "Scientology", per esempio, che per certi aspetti prevede di guarire e portare benefici psicorganici nel coltivare e potenziare la forza della propria mente sul proprio corpo e poi addirittura sulla mente altrui per guidarne e coartarne la volontà, al fine di avere successo nella vita, o per fare buoni affari, è per questo istituto pura patologia e perversione oltre che demenzialità criminale.

IL NOSTRO FINE PRIMARIO è capire, fare capire, riflettere, analizzare, osservare, comparare, dedurre e studiare fatti, fenomeni, circostanze, atteggiamenti, avvenimenti, patologie e malesseri, ed insomma tutto ciò che vuole essere, o vuole tendere ad essere nocivo e malefico per l'essere umano; e ciò al solo scopo di eliminare ed annientare le cause storiche od attuali che tali mali provocano o provocarono, onde annientare ed eliminare quei mali medesimi.
LA NOSTRA DOTTRINA insomma è capire e fare capire al singolo che a generare il suo malessere ci sono state cause tecniche, meccaniche, comportamentali e procedurali, e che sintanto che quelle cause resteranno da lui ignorate nel suo inconscio anzichè DA LUI (e non da altri) fatte affiorare e portate nella realtà ed alla luce della sua mente, il suo male non potrà che continuare a lacerarlo ed a dilaniarlo sino alla morte.
Chi spera coi farmaci di sostituire quella procedura, in quanto meno dolorosa e faticosa, ha già fatto della corruzione e dell'autolesionismo la sua morale.

COMBATTERE GLI EFFETTI DEL MALE

PORTA POPOLARITA', PRESTIGIO, GLORIA, POTERE, SUCCESSO, DANARO E FELICITA' A COLORO CHE SI CIMENTANO IN QUELLA "LOTTA", MA NON RISOLVE I PROBLEMI E NON ANNIENTA IL MALE STESSO.

COMBATTERE LE CAUSE DEL MALE

PORTA IMPOPOLARITA', INSUCCESSI, DIFFICOLTA', DOLORI, AMAREZZE, FATICA, SOLITUDINE, COSTI MATERIALI, DISPREZZO, ODIO, MALVAGITA' ED IRRICONOSCENZA DA PARTE DI TUTTI E RISOLVE I PROBLEMI SOLO SE CHI INTRAPRENDE QUELLA LOTTA RIUSCIRA' A NON SOCCOMBERE A TUTTE LE AVVERSITA', OSTILITA' ED INVIDIE CHE AVRA' SCATENATO.

I.I.O.P

  • DOVE la fisiologia diventa una scienza esatta.

  • DOVE vivere ed esistere non deve mai essere un diritto od un piacere da soddisfare, ma un onore da conquistare all'infinito.
  • DOVE il male, la malattia, il malessere, e la morte devono portare dolore sofferenza e disonore a ciascuno, più che mezzo o strumento di guadagni materiali per altri.

 

  • LA QUALITA'  organizzata genera la funzione e poi la funzionalità.

  • LA FUNZIONALITA' è il valore, l'efficienza e l'efficacia della funzione o dell'organo che la deve compiere.
  • L'ORGANIZZAZIONE delle qualità, spontanea, idealistica, popolare, pluralistica, civica e comune, non imposta dall'alto, non coercitiva, ma voluta e sentita dai suoi singoli componenti è naturale e fisiologica; e quindi genera organi e funzioni che funzionano degnamente.
  • DOVE tutto funziona non esistono nè possono esistere miseria, malattie o delinquenza.
  • OGNI IMBECILLE tollerato è un arma regalata al nemico. (Mino Maccari)
  • IN UNA PLURALITA' dove regna la disfunzione, trionfa l'imbecillità prima di ogni altro male.
  • LA MISERIA è sempre frutto della imbecillità, mai viceversa.
  • IL BISOGNO sfrenato e non controllato del godere e del piacere annienta la riflessione e gli ideali e quindi rimbecillisce.
  • SINTANTO che danaro e benessere materiale anzichè l'onta del disonore o della immoralità o della indegnità  saranno gli stimoli principali delle funzioni, quelle funzioni (false e corrotte) saranno destinate rapidamente a morire od a bloccarsi.
  • UNA FUNZIONE che perde di valore, vigore o stimoli, finisce o tende a finire prima del tempo il suo ciclo vitale.
  • UNA FUNZIONE che rallenti od accelleri oltre misura i meccanismi neurofisiologici o neurovegetativi che la identificano o caratterizzano diventa rapidamente patogena, nociva e squilibrata sia in un singolo che in una pluralità.
  • L'IDEALE  è lo stimolo primario e naturale di ogni funzione.

  • SE DIAMO un pesce ad un uomo affamato lo salviamo per un giorno, se gli insegnamo a pescare lo salviamo per la vita. (Confucio)

  • NON FARE MAI DEL BENE se non sei preparato a subirne le conseguenze (Wang - 400 avanti Cristo)
  • NON E' CHE ho paura di morire è che me ne vergogno.
  • E' LEGGE DI NATURA tutto ciò che si fonde ed armonizza con la razionalità.
  • SPESSO per non diventare vittime della furbizia altrui siamo costretti a dovere essere furbi a nostra volta e per motivi d'onore più che per orgoglio. In ogni caso, la furbizia è sempre un disvalore da evitare perchè rende ignobile l'essere umano.

Salvatore Mocciaro, responsabile del progetto EMOSCAMBIO

(organo scientifico, non facente parte della sottocultura ufficiale e di stato)

All contents copyright ¸ Salvatore Mocciaro - All Rights Reserved. No material may be reproduced electronically or in print without written permission from Salvatore Mocciaro